Bücherverbrennung

Appena preso il potere a Berlino, i nazisti decisero di bruciare tutto ciò che la cultura e l’arte prima di loro (e quindi per loro degenerate e da eliminare) avevano prodotto e così, il 10 maggio 1933 appiccarono un gran rogo in Bebelplatz, nutrendolo con libri.

Bücherverbrennung è la parola tedesca che significa rogo, falò, pira di libri proibiti. Quello non fu né il primo né l’ultimo rogo della storia, certo, ma divenne un simbolo della violenza intellettuale dei poteri dittatoriali, incapaci di conoscere, accogliere, accettare, assorbire in sè l’alterità, senza giudicarla e condannarla.

In coincidenza dell’ottantesimo anniversario di quel rogo, l’Ambasciata italiana e l’Istituto di cultura italiana a Berlino hanno organizzato due mostre parallele: “Babele. Dal rogo al dialogo” e “Dalla Babele al rogo” visitabili dal fino al 14 giugno 2013, entrambe inaugurate con un’introduzione di Philippe Daverio.

In entrambe un ruolo importante hanno anche le opere e le istallazioni artistiche che Giorgio Milani costruisce con immagini, video, sculture che hanno al centro i libri e i caratteri tipografici a stampa che sono serviti per realizzarli, note con il titolo complessivo di “Poetari”. Un inno al libro e alla parola scritta che nessun rogo può mettere a tacere.

Per informazioni e prenotazioni:

eventi.berlino@esteri.it

Orari di apertura:

da lunedì a giovedì dalle ore 10.00 alle 16.00, il venerdì dalle ore 10.00 alle 14.00

di Giovanna FALASCA

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