Alla malora l’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli

L’estate campana non trova pace… oltre al caldo insopportabile, sono tanti i problemi che… avvampano: la decisione sciagurata di lasciar interrare il sito preistorico della Pompei nolana di cui s’è detto in un precedente articolo, i soliti problemi di gestione della Pompei vera e propria ed ora eccone un altro di insopportabile guaio all’italiana, la chiusura dell’Istituto italiano di studi filosofici di Napoli.

L’Istituto di ricerca e di diffusione culturale, è stato fondato circa 30 anni fà dal noto avvocato napoletano Gerardo Marotta. Ha distribuito borse di studio a decine e decine di studiosi, favorendo la formazione d’alto livello di intellettuali ed accademici. Nel 1993 è stato dichiarato dall’Unesco “un bene fondamentale per l’umanità”.

Oggi si trova nelle condizioni di rendere definitivamente non più fruibile ad alcuno il proprio ingente patrimonio librario, già disperso in circa 13 appartamenti il cui affitto, negli anni, è stato pagato personalmente dall’avvocato Marotta con la vendita dei beni di famiglia, nell’attesa che le istituzioni pubbliche arrivassero ad una una soluzione felice e definitiva del caso.

E’ di questi ultimi giorni, purtroppo, la notizia della resa dell’avvocato Marotta alla realtà, con l’inizio dei lavori di impacchettamento di migliaia di volumi entro scatoloni che stanno già prendendo la strada di un magazzino a Casoria.

L’Istituto è stato, fino ad oggi, custode della storia della Napoli intellettuale, del pensiero filosofico dell’intero Mezzogiorno, forte dei suoi circa 300.000 volumi di enorme valore culturale e documentario, tra cui molte edizioni originali e molti autografi di pensatori come Bruno, Vico, Croce, Calamadrei, oppure opere fondamentali come la prima edizione italiana dell’Encyclopedie di Diderot e D’Alembert, o il corpus di testi dell’idealismo tedesco…. che l’avvocato Marotta ha acquistato, dal dopoguerra ad oggi, nelle librerie e dagli antiquari di mezzo mondo. Un patrimonio stimato in dieci milioni di euro.

La Regione Campania nel 2008 aveva stanziato più di cinque milioni per la creazione del polo bibliotecario che avrebbe dovuto nascere nel palazzo del Coni in piazza Santa Maria degli Angeli. Era stato disposto che i volumi dell’Istituto filosofico sarebbero stati accolti lì. Ma tale delibera non è stata mai attuata, per la paludosa inerzia con cui le istituzioni solitamente si occupano dei Beni culturali.

“Tutti i decreti con cui il Governo conferisce fondi straordinari agli istituti culturali sono stati rinnovati, se pur con tagli minimi -dice Marotta- soltanto quello per l’Istituto per gli studi filosofici è stato totalmente annullato”.

Negli anni sono sfumati tutti i progetti caldeggiati dall’avvocato Marotta per la realizzazione della biblioteca dell’Istituto, prima nell’Albergo dei poveri, poi alla Biblioteca dei  Girolamini e alla fine nella Caserma “Nino Bixio”.

Nel 2011 una nuova delibera regionale ha confermato la realizzazione di una grande biblioteca nel palazzo Coni, dando però la precedenza a volumi regalati in copia alla Regione da altri enti, rendendo impossibile l’accesso ai volumi dell’Istituo filosofico. “Insomma ci hanno fatto fuori – continua Marotta – qualche approfittatore sta giocando sporco per intascare i fondi europei destinati alla digitalizzazione dei libri dell’Istituto e al polo bibliotecario”.

Per impugnare l’atto, l’avvocato ha incontrato a luglio il sindaco de Magistris e la Soprintendenza affinché  intercedano presso la Regione per risolvere una volta per tutte la vergognosa situazione. Staremo a vedere cosa succederà.

Eloquente filmato che testimonia la triste operazione di distruzione della biblioteca dell’Istituto: https://youmedia.fanpage.it/video/UDQO2OSwaNz-LOzM

di Giovanna FALASCA

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