L’isola di Utopia a 500 anni dalla sua pubblicazione

470212Fino al 17 gennaio 2017 sarà visitabile nella Biblioteca universitaria di Lovanio, cittadina vicinissima a Bruxelles, un’interessantissima mostra per celebrare i 500 anni dalla pubblicazione di Utopia, il capolavoro politico-filosofico del grande umanista inglese Thomas More, avvenuta nel 1516 ad opera dell’editore Dick Martens proprio a Lovanio, nella cui biblioteca è conservata la prima edizione.

Destinatario dell’”Elogio della follia” dell’amico Erasmo da Rotterdam, fatto decapitare nel 1535 dal re anglosassone Enrico VIII di cui era stato illuminante consigliere, santificato come martire difensore del cattolicesimo nel 1935, Thomas More costituisce una tappa centrale nello sviluppo del pensiero nel Rinascimento.

Lovanio, quanto More scriveva Utopia, era una cittadina ricca e vivace, centro di produzione di strumenti scientifici per l’osservazione astronomica. Durante il Rinascimento iniziò ed ebbe grande sviluppo la ricerca astronomica e cosmologica che avrebbe poi trovato compimento nell’opera di Galilei.

Utopia fu in un certo senso il primo banco di prova del relativismo che avrebbe condotto gli studiosi “celesti” dalla teoria geocentrica a quella eliocentrica e che avrebbe trovato applicazione anche nella rivoluzione di Martin Lutero che, dando inizio alla Protesta contro il papa romano, avrebbe cambiato il mondo del potere temporale della chiesa.

Il luogo non luogo della perfezione della società umana ideale fu concepibile probabilmente -anche se solo come riferimento immaginario- proprio grazie alla prima esplorazione del cosmo e alla conseguente intuizione/scoperta di regole astronomiche imperscrutabili e infinitamente più complesse di quelle rassicuranti del geocentrismo che la Chiesa pretendeva di mantenere immutabili.

La mostra porta in esposizione volumi, scritti, stampe, ma anche altri documenti soprattutto di cartografia celeste, ed opere artistiche, un’ottantina tra dipinti, sculture, sfere armillari, arazzi, altarini lignei, per documentare l’atmosfera culturale in cui venne alla luce la famosa opera di More.

di Giovanna FALASCA

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