Riflessione sulla giustizia

A 250 anni dalla prima pubblicazione del trattato “De’ delitti e delle pene” di Cesare Beccaria avvenuta nel luglio del 1764 ad opera dell’editore Giuseppe Aubert di Livorno, una manifestazione milanese ne ripercorre il contesto storico in cui fu ideato,  le tappe preparatorie, l’esplosività rivoluzionaria del contenuto, l’apprezzamento internazionale.

Grazie alla collaborazione tra varie istituzioni culturali (le milanesi Biblioteca Nazionale Braidense, Biblioteca Ambrosiana, Centro Nazionale Studi Manzoniani, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli,  Fondazione Mansutti, Fondazione Raffaele Mattioli per la storia del pensiero economico, Società Storica Lombarda e le torinesi Biblioteca Nazionale Universitaria e Fondazione Luigi Firpo), presso la Biblioteca Braidense di Milano è aperta fino al 12 febbraio 2015 la mostra documentaria “Un laboratorio europeo. La riflessione sulla giustizia a Milano da Beccaria a Manzoni” in cui sono esposti documenti manoscritti e a stampa di eccezionale interesse, riferiti alla pratica allora normale della tortura e della pena di morte: i Registri dei condannati  in cui dal 1471 in poi venivano registrate le sentenze capitali; gli estratti dei processi agli untori del 1630; i Regolamenti provvisionali su Sistema dell’ergastolo a Milano  del 1771 in cui si legge delle disposizioni per gli aguzzini e per gli assistenti spirituali e delle condizioni in cui dovevano essere tenuti i condannati; il Ristretto della Prattica Criminale per lo Stato di Milano che offre indicazioni sulle modalità del processo penale in Lombardia; oltre a tanti testi giuridici e a pamphlet che si espressero, invece, contro la tortura già prima dell’opera dei giovani intellettuali europei dell’Accademia dei Pugni tra cui i fratelli Verri e il Beccaria stesso che volevano “togliersi fuori dall’aria soffocante di vecchia provincia italiana, per vivere, non da comparse ma da comprimari, il dibattito culturale europeo“.

Ovviamente sono in esposizione anche molti degli scritti  autografi di Beccaria, Pietro Verri e Manzoni. Inoltre, il percorso sarà arricchito da una documentazione iconografica poco nota e la cui connessione con i temi dell’esposizione sarà per la prima volta messa in evidenza.  Presso la sede della Pinacoteca Ambrosiana, nelle sale 2 e 3 sono esposti cimeli personali e familiari del Beccaria, l’editio princeps del suo capolavoro e numerose sue opere manoscritte.

La mostra sarà affiancata da una serie di conferenze che si terranno nella Sala Teresiana della Biblioteca Braidense dal 19 novembre fino al 5 febbraio 2015.  Per informazioni sul calendario completo degli eventi connessi alla mostra visitare il sito www.braidense.it

Catalogo a cura di Giorgio Panizza pubblicato sulla Sivana Editore.

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Biblioteca Braidense di Milano – Sala Maria Teresa

Via Brera, 28 – 20121 Milano

dal lunedi al venerdi, dalle 9.30 alle 13.30, il sabato dalle 9.30 alle 13.00 – Ingresso libero

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di Giovanna FALASCA

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