Il pesce “habilis”

Che l’attività strumentale non fosse una prerogativa esclusiva dell’uomo ma che riguardasse anche altre specie, sebbene secondo forme e modalità del tutto differenti, primi fra tutti i primati, ma anche delfini e alcune specie di volatili, è ormai cosa ben nota: la sua attestazione però anche tra i pesci ha sicuramente dello straordinario.

Foto: Scott Gardner (web)

Il Choerodon schoenleinii, labride di una trentina di centimetri di lunghezza della Grande Barriera Corallina australiana, rappresenta finora il primo esempio di pesce in natura ad indiziare l’uso di uno strumento. Immortalato dalla macchina fotografica di un sub professionista, Scott Gardner, già nel 2006, mentre sbatte più volte una conchiglia che ha in bocca contro una roccia per estrarne il contenuto e mangiarlo, il pesce “habilis” compare solo ora sulla rivista Coral Reefs, con la collaborazione di Alison Jones, specialista di coralli della Central Queensland University di Rockhampton (Australia).

È corretto parlare in questo caso di attività strumentale? Questo dubbio ha attanagliato i ricercatori per ben 5 anni, i quali, solo ora, decidono di divulgare i risultati. Se si prende in considerazione la definizione secondo la quale per strumento va inteso “l’uso di un oggetto esterno come estensione funzionale della bocca o delle mani nel perseguimento di un obiettivo immediato” (Van Lawick- Goodall, 1970), la risposta è affermativa: il Choerodon schoenleinii è destinato quindi ad aprire nuovi e promettenti orizzonti di ricerca.

di Brunella MUTTILLO

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