Il Futurismo in mostra a New York

Le Avanguardie del XX secolo sono state un composito ed eterogeneo insieme di fenomeni di costume e d’opinione di intellettuali, artisti e letterati, sviluppatesi nel Novecento ma derivanti da tendenze politiche, culturali ottocentesche, caratterizzate dal desiderio estremista ed audace di cambiare del tutto il mondo. Le Avanguardie ritenevano “moderno” rompere con la tradizione, criticare aspramente chi imitava i classici, portarsi avanti rispetto alle masse per trovare nuovi orizzonti. Nel rifiutare tutta l’arte borghese era palese il loro rifiuto della società borghese e delle sue regole, si palesava quindi un’apertura delle Avanguardie verso le ideologie e tutti i movimenti rivoluzionari ben disposti all’attivismo esasperato, nutriti da un entusiastico senso dell’avventura e dal gusto fine a se stesso di opposizione ed antagonismo.     Alcune avanguardie ebbero aspetti folli, agli occhi di oggi anche ridicoli ma per lo più furono indispensabili nel processo di evoluzione della cultura europea di fine secolo. Innovative ed in anticipo sui gusti, sulla sensibilità e sulle conoscenze della società a loro contemporanea, furono connotate dal costituirsi di raggruppamenti di artisti sotto un preciso Manifesto da loro firmato e pubblicato.      Alcuni dei più famosi movimenti artistici avanguardistici del primo Novecento furono l’Espressionismo, l’Astrattismo, la Dodecafonia, il Cubismo, il Dadaismo, il Fauvismo e il Surrealismo.   Le loro battaglie artistiche diedero una nuova impronta a tutta l’arte del Novecento.

L’Avanguardia italiana per eccellenza è stata il Futurismo che, forse perché legato inscindibilmente con il Fascismo e pertanto portatore di valori negativi come l’elogio della guerra, il nazionalismo, l’ardimento e la virilità superomistica a tratti misogina, non ha avuto in patria un riconoscimento obbiettivo che ne riconoscesse caratteri e meriti in maniera completa e favorevole ed è stato trascurato da storici e critici.    In verità il Futurismo è stato il primo tra le Avanguardie europee ad avere una visione artistica ed ideologica globale della realtà che abbracciava consapevolmente e programmaticamente tutti i campi dell’esperienza umana: dalla letteratura alle arti figurative, dalla musica alla cucina, dalla moda agli sport, dalla morale alla politica.

A febbraio scorso, il Guggenheim Museum di New York ha inaugurato la mostra “Futurism, 1909-1944: Reconstructing the Universe” che colma un vuoto su questo nostro recente passato e che fa seguito alla famosa mostra “Futurismo & Futurismi” allestita nel 1986 a Palazzo Grassi a Venezia.

Curata da Vivien Green (sarà aperta fino al 1° settembre 2014) è allestita nel mirabile padiglione a spirale del museo che sembra essere stato scelto proprio per dare corpo e spazio alle idee futuriste. L’esposizione ha in parte un taglio didattico, mirato soprattutto a far conoscere agli americani una fetta della nostra storia letteraria ed artistica a loro poco nota come, in verità, a molti italiani. Grande risalto è ovviamente dato alla figura del fondatore del movimento, Filippo Tommaso Marinetti, il visionario e provocatore autore del Manifesto del Futurismo (pubblicato nel 1909 sulla testata de Le Figaro), ma sono in mostra 360 opere di altri 80 artisti, tra fotografi, pittori, scultori, architetti, designers, tra cui Boccioni, Balla, Carrà, Severini, Depero, tutti caratterizzati da una genialità artistica notevole, da una visionarietà a tratti ludica e divertita di sé, da un’esplosività dissacrante.

Forse i Futuristi sono stati tanto estremisti perché, parte di una ristretta élite intellettuale di borghesi ribelli, sentivano fortemente la necessità di opporsi al panorama stantio di un’Italia ancora completamente rurale, povera e provinciale. Molti critici sostengono che senza il Futurismo non sarebbero sorti né Dadaismo né Surrealismo. Questa mostra americana ha certamente il merito di riaprire il dibattito sulle contraddizioni e le ambivalenze del Futurismo.

Informazioni:

Solomon R. Guggenheim Museum

1071 5th Avenue (at 89th Street)

New York

http://www.guggenheim.org/new-york/exhibitions/on-view/italian-futurism-1909-1944-reconstructing-the-universe

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di Giovanna FALASCA

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