Terminato il restauro dell’Albero della Fecondità

L’Albero della Fecondità, enigmatico affresco medievale del 1265 con immagini falliche venuto alla luce casualmente nel 1999 a Massa Marittima (Grosseto), è di nuovo visibile dopo tre anni di minuziosi restauri. “Tutta l’operazione è stata condotta con ogni possibile accortezza e la tecnica impiegata non può in alcun modo aver radicalmente modificato parti originali dell’opera. I testicoli non più visibili potrebbero essere quelli ritoccati nei precedenti restauri e che comunque le infiltrazioni d’acqua hanno costretto al fissaggio delle parti pittoriche e all’asportazione dei sali e calcari: tra le parti più attaccate dai depositi potrebbero dunque esserci anche quelle che raffiguravano i testicoli dei frutti”. Così spiega il soprintendente ai Beni Storici ed Artistici per le province di Siena e Grosseto, Mario Scalini, alle critiche mosse dal consigliere comunale per i presunti pessimi restauri. Il significato dell’Albero ha da sempre diviso gli studiosi. C’è chi ritiene che l’opera sia un’allegoria della fecondità e chi la giudica come uno straordinario manifesto politico databile tra il 1267 e il 1335 realizzato dai guelfi (al potere) contro i ghibellini. Le aquile nere sarebbero il simbolo del potere imperiale e le figure femminili streghe impegnate ad appendere i falli staccati ai nemici.

di Giuseppe LEMBO

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