Art Déco a Forlì

artdecoforliAi Musei di San Domenico di Forlì che ci hanno abituato ad appuntamenti interessanti di cui spesso su archeomolise abbiamo dato notizia, è aperta dall’11 febbraio e sarà visitabile fino al 18 giugno 2017 la mostra “Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia” in linea di continuità con le grandi mostre che Forlì ha già dedicato al Novecento e al Liberty dell’Art Nouveau.
Curata da Valerio Terraroli e Gianfranco Brunelli, la mostra espone una straordinaria scelta di opere di ogni disciplina ed arte applicata: dipinti, sculture, cartoni preparatori per affreschi, ceramiche, arazzi, scenografie teatrali, progetti architettonici, oltre ad una cospicua documentazione fotografica di molteplici realizzazioni monumentali: architetture, transatlantici, treni, etc… a riprova dell’eterogeneità e pervasività dell’Art Déco in ogni aspetto della produzione artistica ed artigianale della prima metà del ’900.
Benché ricca, sfaccettata, eclettica, aperta ad influssi esotici, declinata in tante diverse arti, nutrita di stilemi molteplici -dal simbolismo, all’espressionismo, al futurismo e alle prime forme di cubismo- l’Art Déco fu un periodo culturalmente unitario, nata nella Parigi degli anni ’20 ed affermatasi formalmente nella grande Esposizione universale del 1925 nella capitale francese, dedicata proprio alle Arts Décoratifs -da cui la fortunata denominazione Art Déco- che ne sancì morfologie e modelli, essa si diffuse e fiorì in tutta Europa, come prima vera forma di globalizzazione del gusto, dello stile, della sensibilità estetica, del lifestyle ed anche in Italia trovò terreno fertile.
Se ha lasciato la sua impronta ovviamente più evidente nell’architettura pubblica e privata delle sale cinematografiche, delle stazioni ferroviarie, dei teatri, dei transatlantici, dei palazzi pubblici, delle grandi residenze borghesi, ha pervaso ugualmente tutti gli altri settori in cui la ricerca estetica poteva trovare luogo.
I maestri che ne portarono il vessillo -le cui opere sono esposte in mostra- sono infatti i molti artisti che si fecero architetti e artigiani della decorazione, dell’arredamento, delle suppellettili domestiche d’alto livello: da Giò Ponti designer di ceramiche per la Richard Ginori a Fortunato Depero creatore di arazzi, a Barovier e a Venini per i vetri, dalla casa Lalique per i vetri molati, a Rizzarda per il ferro battuto, dalle oreficerie di Ravasco, agli arredi di Buzzi ed ancora l’eclettico Ponti e Portaluppi, dalle sete preziose di Ravasi, Ratti e Fortuny a Galileo Chini decoratore delle Terme di Salsomaggiore, agli impianti di illuminazione di Zecchin, etc.. oltre a artisti nel senso stretto come Adolfo Wildt, Arturo Martini e Libero Andreotti, Giacomo Balla, Felice Casorati,Sirio Tofanari.
Obiettivo dell’esposizione è illustrare il livello qualitativo, la ricchezza ideativa, la perizia tecnica, l’originalità e l’importanza che le arti decorative moderne hanno avuto nella cultura artistica italiana che ha dato avvio al senso unitario anche del successivo e duraturo “Made in Italy”.

Catalogo Silvana Editore.

Per informazioni:
Musei di San Domenico, Piazza Guido da Montefeltro, 12 – 47121 Forlì (FC)
http://www.mostrefondazioneforli.it/it/art_deco_gli_anni_ruggenti_in_italia/
email: artdeco@civita.it
Per prenotazioni: tel. 199.15.11.34
Riservato gruppi e scuole: tel. 0543.36217

di Giovanna FALASCA

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