Restaurata la cappella reale del duomo di Monza

Principessa cristiana di stirpe bavara e longobarda (570-627 d.C.), sposa di Autari, re dei Longobardi e poi di Agilulfo, duca di Torino chiamato a succedergli sul trono, Teodolinda fu regina dei Longobardi e regina d’Italia dal 589 al 616. Fino al 626 fu poi reggente del trono del giovane figlio Adaloaldo. Fu una grande mecenate, in particolare per Monza che elesse a sede estiva del suo regno: per sua volontà, infatti, furono costruiti il palazzo reale e la basilica dedicata a San Giovanni Batista dove lei stessa fu sepolta nel 627 d.C. e venerata dal popolo locale come una santa. La sua figura, divenuta mitica, fu amatissima e divenne il fulcro di numerose leggende e storie popolari.

Nella cappella reale, posta a sinistra dell’abside centrale del duomo, si conserva un sarcofago che la leggenda vuole conservi le spoglie della regina, un recente sopralluogo ha confermato la presenza all’interno di ossa umane, resti di monili d’oro e alcune monetine che i pellegrini medievali infilavano in segno di devozione. Al centro della cappella è situato inoltre l’altare neo-gotico opera di Luca Beltrami del 1888 sopra il quale si trova la cassa metallica fortificata che contiene la teca estraibile della corona ferrea, pregevole prodotto di manifattura ostrogota e carolingia, databile tra V e IX secolo, costituita da un semplice anello metallico, ricoperto da oro, gemme e smalti.

L’opera artistica più importante della cappella reale, però, è costituita dal ciclo di affreschi che la decora. Si tratta del maggior esempio di ciclo pittorico dell’epoca tardo gotica, frutto del lavoro congiunto degli Zavattari, Franceschino, il padre e i figli Giovanni, Gregorio e Ambrogio, famosa famiglia di pittori attivi in Lombardia nel XV secolo. Gli affreschi, realizzati tra il 1441 e il 1446, furono probabilmente commissionati da Filippo Maria Visconti del quale è rappresentato lo stemma. Le scene rappresentate si riferiscono a episodi tratti dalla Historia Langobardorum di Paolo Diacono e da una leggenda tardo medievale riportata dal cronista monzese del XIV secolo, Bonincontro Morigia, che narra del sogno della regina Teodolinda per la fondazione del duomo.

Le 45 scene affrescate, benchè rappresentino fatti storici ed episodi della biografia della regina Teodolinda, sono collocate in uno spazio ed in un ambiente ideale ed i personaggi sono abbigliati nei costumi di epoca viscontea. Sono distribuite su cinque fasce sovrapposte per un totale di circa 500 m2. La tecnica pittorica è molto complessa e preziosa, con affresco, tempera a secco, decorazioni a rilievo, dorature in foglia e in pastiglia, come in una grande miniatura monumentale. Costituiscono il più ampio ciclo pittorico italiano nello stile del Gotico Internazionale.

Nel marzo del 2009 è iniziato un delicato programma di restauro degli affreschi, terminato in questi ultimi mesi. La riapertura al pubblico della cappella è prevista per gennaio 2015, è possibile prenotare già da adesso visite guidate che saranno attive dopo l’inaugurazione.

.

Per informazioni

Basilica di San Giovanni Battista, Piazza del Duomo, 20900 Monza (MB)

telefono. 039.389420, fax: 039.382199, sito: http://www.duomomonza.it/

.

Nuovo Museo e Tesoro del Duomo di Monza, Via Canonica 8, 20900 Monza

www.museoduomomonza.it

dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00

telefono: 039.326383, fax: 039.2300349, e-mail: info@museoduomomonza.it

.

di Giovanna FALASCA

Share
Questa voce è stata pubblicata in Arte, Arte Italia, Eventi, Eventi Italia e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.