Il Museo di Pietrabbondante tra verità e politica

Forse a causa della calura di fine agosto che ha visto orde di Italiani in altre balneari faccende affaccendati, è passata un po’ in sordina la notizia dell’inaugurazione di un lotto di quello che un giorno sarà, si spera,il Museo della Civiltà Sannitica di Pietrabbondante.  Ricordiamo che a tutt’oggi poco si sa delle centinaia di reperti venuti alla luce negli ultimi 50 anni di scavi sistematici. Il Museo sarà, forse, la risposta ai pressanti interrogativi che tanti Molisani si pongono sulla destinazione – o meglio sul destino – di una parte del proprio patrimonio archeologico.

All’inaugurazione del Museo/cantiere hanno assistito e partecipato una nutrita (anzi, ben nutrita) schiera di politici e loro sodali.

Il Presidente della Regione Molise Angelo Michele Iorio ha affermato che “questo primo lotto, cui si aggiungerà, entro dicembre, il secondo lotto definitivo dà già l’idea di un’opera architettonica pensata per la fruizione storica della civiltà sannita, ma anche di un punto di incontro e di sviluppo per iniziative a carattere scientifico, divulgativo e didattico”. Parola di Michele Iorio. Speriamo che l’idea non rimanga tale, come in tanti altri molisanissimi casi. Del resto, continua Iorio, “il Governo regionale ha integralmente finanziato quest’opera al fine di evitare lungaggini”. Al che potremmo rispondere: nessuna lungaggine Signor Presidente: si scava sistematicamente il sito da appena un cinquantennio – e a-sistematicamente da più di un secolo; e però: meglio tardi che mai, come vuole l’adagio popolare. Ricordiamo inoltre che il Museo sul sito paleolitico de “La Pineta” di Isernia è stato negli ultimi trent’anni inaugurato numerose volte – specie in periodo elettorale –, sebbene non sia mai stato aperto al pubblico. Come dire, sotto le elezioni l’impossibile diventa possibile, anche il fatto di inaugurare cantieri sperando che gli spettatori/elettori credano che questi siano musei o quant’altro (quando invece sono, per l’appunto, cantieri).

Scavi a Pietrabbondante negli anni '30

Nel comunicato ufficiale, il Presidente continua: “abbiamo costituito anche la Fondazione ‘Molise Cultura’, demandandole il compito di gestire in maniera unitaria il patrimonio culturale regionale. È quindi immaginabile incaricare la stessa di poter avviare e governare questa struttura”. Ad oggi la controversa Fondazione Molise Cultura – che esiste ormai da più di un anno – di cui parla il Presidente è un ente il cui statuto sociale non è ancora del tutto definito, o almeno poco possiamo saperne noi comuni mortali, visto che la Fondazione non ha ancora un sito internet dove reperire informazioni. La Fondazione ha infatti un Direttore – il quale percepisce, a quanto pare, un lauto stipendio –, ha un organico, una sede, un consiglio amministrativo e un consiglio scientifico; cionostante, i cittadini di fatto non possono venire a conoscenza di ciò che la Fondazione fa e produce. Ciò che è certo, è che la Fondazione eroga stipendi e beneficia di un sostanzioso finanziamento regionale, ciò che dovrebbe risultare curioso per un Ente che ha tutta l’aria di essere un duplicato di un Assessorato (nello specifico, quello alla Cultura). Ma non stiamo qui a far polemica e ben venga l’abbondanza di uffici e poltrone in tempi di vacche grasse come quelli che stiamo vivendo.

Noi di ArcheoMolise terremo gli occhi ben puntati tanto sul “nascituro” Museo di Pietrabbondante che su tutti gli altri luoghi di cultura, naturalmente anche sulla Fondazione Molise Cultura.

Stay tuned.

Alessandro TESTA

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