Eccezionale scoperta in Molise: trovato un resto fossile dell’uomo più antico d’Italia

Dopo 35 anni di indagini sistematiche nel sito paleolitico di Isernia La Pineta, la scoperta tanto attesa: un dente umano, un incisivo da latte di un bambino di circa 5-6 anni. Lo straordinario reperto, associato a resti faunistici e litici, viene rinvenuto in uno dei livelli archeologici che compongono la complessa stratigrafia del sito che, in base alle più recenti datazioni radiometriche, risulta ascrivibile a circa 600.000 anni fa.

Un tassello importante non solo perché viene ad apportare un ulteriore elemento di interpretazione ad un sito già ampiamente noto a livello nazionale ed internazionale per la ricchezza e significatività della documentazione archeologica, ma anche perché, allo stato attuale delle ricerche, tale resto umano è da considerarsi il più antico rinvenuto nel territorio italiano.

In base ad alcune caratteristiche morfometriche e alla sua attribuzione cronologica, il reperto può essere verosimilmente attribuito a Homo heidelbergensis, l’antenato di Homo neanderthalensis, attestato in Europa a partire da circa 600.000 anni fa.

Il dente umano di Isernia, che va ad aggiungersi ad un ristretto numero di reperti della stessa cronologia rinvenuti in Europa, mostra dei caratteri peculiari rispetto agli altri coevi e consente di far luce sulla variabilità di Homo heidelbergensis.

Del lavoro svolto va dato merito all’equipe di ricerca del prof. Carlo Peretto, dell’Università degli Studi di Ferrara (concessionario da parte del MIBACT degli scavi archeologici di Isernia La Pineta), composta da Marta Arzarello, Julie Arnaud, Ursula Thun Hohenstein, Benedetto Sala, Claudio Berto, Rosalia Gallotti, Carmela Vaccaro e dai due molisani Giuseppe Lembo e Brunella Muttillo, unitamente al contributo di professionalità afferenti ad istituzioni e università italiane (Giorgio Manzi, Università di Roma La Sapienza; Jacopo Cecchi-Moggi, Università degli Studi di Firenze; Mauro Coltorti, Università degli Studi di Siena) e straniere (Sébastien Nomade, Alison Pereira, Christophe Falguères, Jean-Jacques Bahain, Dominique Grimaud-Hervé).

La campagna di scavo avrà luogo anche quest’anno, come di consueto, per tutto il mese di luglio.

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