In Turchia, tra le rovine del palazzo di Ziyaret Tepe, nel luogo dove sorgeva l’antica città assira di Tušhan costruita dal re Ashurnasirpal II (883-859 a.C.), i ricercatori dell’Università di Cambridge hanno scoperto una tavoletta d’argilla incisa con caratteri cuneiformi riportanti a un linguaggio finora sconosciuto.
La tavoletta, datata a ca. 2800 anni fa, riporta i nomi di 60 donne. Ebbene, 45 di questi nomi – rivela l’archeologo John MacGinnis – non recano alcuna somiglianza con le migliaia di nomi mediorientali antichi sinora noti. Dal momento che i nomi mediorientali antichi sono generalmente compositi, formati da parole comuni nel corrispondente lessico locale, l’unicità dei 45 nomi misteriosi è vista come segno di un linguaggio perduto, parlato probabilmente da una popolazione finora sconosciuta proveniente dai Monti Zagros (Iran occidentale). La tavoletta potrebbe dunque essere utile a rivelare le origini etniche e culturali di questi primi “barbari” della storia: tribù montane che, nei millenni precedenti, avevano angustiato le prime grandi civiltà mesopotamiche. Le sessanta donne registrate sulla tavoletta erano probabilmente prigioniere di guerra o vittime di un programma assiro di trasferimento forzato di popolazione e verosimilmente impiegate dalle autorità del palazzo in attività artigianali come la tessitura. È verosimile che le 45 donne riportanti nomi non noti provenissero dalla regione centrale o settentrionale dei Monti Zagros, e sarebbero state forzatamente condotte a lavorare vicino a Tušhan, probabilmente in seguito alla conquista operata sugli Zagros dai re assiri Tiglath Pilasser III or Sargon nella seconda metà dell’VIII sec. a.C.
di Ettore RUFO






