Riparo Mochi (Ventimiglia): nuovi spunti per l’interpretazione dei primi sapiens in Italia

Balzi Rossi a fine ‘800 (da: cumpagniadiventemigliusi.it)

Riparo Mochi, nella zona ligure di Ventimiglia, non è certo un sito nuovo ma ben noto agli studiosi dal 1938, anno della sua scoperta ad opera di Gian Alberto Blanc, così come ben conosciuto è l’intero complesso di grotte in cui il riparo si inserisce, i Balzi Rossi, oggetto di interesse già dalla seconda metà dell’800.

Nuove sono però le acquisizioni derivanti dal secondo anno di scavo del sito, ad opera di un team di ricerca internazionale, il quale riserva importanti informazioni ai fini della comprensione e dell’interpretazione dei primi gruppi di Homo sapiens in Italia e del loro rapporto con i neandertal.

I dati preliminari confermerebbero l’antichità di 42000 anni circa, attribuito al rinvenimento di un focolare, qualificando il sito come il più antico nell’ovest della Penisola e, probabilmente, la porta di ingresso dei primi gruppi di Homo sapiens. ”Abbiamo studiato i manufatti per vedere la differenza tra gli ultimi neandertaliani e i primissimi sapiens – spiega Stefano Grimaldi, ricercatore dell’Università di Trento – e una serie di dati che confermano la datazione antica e la rapidità di movimento di questa specie”.

Industria aurignaziana da Riparo Mochi (da: antiqui.it)

Per quanto riguarda l’industria litica dei livelli stratigrafici superiori essa costituisce una delle prime testimonianze dell’Aurignaziano in Europa, la prima facies culturale attribuita all’uomo anatomicamente moderno. Nei sottostanti livelli inferiori invece si riscontra un’industria litica di tipo musteriano, riferibile all’Homo neanderthalensis.

Balzi Rossi (italianizzato dal ventimigliese bàussi russi, ovvero sassi rossi) si riferisce al complesso di grotte e ripari di interesse preistorico, il cui nome deriva dal colore della roccia, calcare dolomitico ricco di minerali ferrosi. Il complesso è formato da una quindicina di cavità (famose le grotte dei Fanciulli, di Florestano, del Principe, solo per citarne alcune) riferibili, in modo particolare, al Paleolitico superiore e che custodiscono al loro interno reperti straordinari: non solo industria litica, ma anche industria su osso, monili ed ornamenti, veneri, sepolture.

di Brunella MUTTILLO

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