Archeo-ladri anche in Molise

A riprova che il Molise non è più l’isola felice che qualcuno ha l’interesse di far credere, ecco una notizia che riguarda il nostro patrimonio archeologico, invero poco tutelato e valorizzato: ieri una pattuglia del C.F.S. Corpo Forestale dello Stato di San Giuliano del Sannio che svolgeva il consueto servizio di controllo del territorio regionale, ha fermato a Guardialfiera (nomen omen: mai nome fu più opportuno!) un uomo che, armato di cartografie dettagliate e corredate di appunti sui vari siti archeologici del Basso Molise, metal-detector di tipo professionale ed attrezzi adatti al dissotterramento di oggetti, era giunto da Ancona in Molise appositamente per recuperare reperti archeologici.

Nella sua autovettura gli agenti del Corpo Forestale hanno infatti rinvenuto alcuni antichi reperti, tra cui una porzione di un piatto verosimilmente in bronzo, immediatamente sottoposti a sequestro penale e messi a disposizione della Procura della Repubblica di Larino a cui l’uomo è stato deferito a piede libero per violazione degli articoli 175 e 176 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D. L.vo 42/2004) per ricerca e detenzione illegale di beni culturali. I reperti sequestrati saranno poi messi a disposizione della Soprintendenza archeologica per le valutazioni di competenza.

Non è certo questo il primo caso di illecito nel settore dei Beni Culturali in regione, molti infatti sono i furti di reperti archeologici avvenuti nei vari siti molisani anche con gravi danneggiamenti causati a manufatti e stratigrafie archeologiche e a strutture di conservazione dei materiali di scavo.

Certo le caratteristiche geomorfologiche del nostro paesaggio e la dislocazione storicamente ubiquitaria dei siti archeologici sannitici, oltre alla cronica mancanza di fondi e di personale della locale Soprintendenza archeologica, non sono fattori che agevolano il controllo del territorio.

Molti dei pregevoli siti sannitici, per esempio, sono ubicati in aree collinari e montane, per lo più isolati ed avvolti da fitti manti boschivi che li rendono certamente suggestivi ma non facilmente controllabili. E’ il caso, tanto per fare due esempi di siti ripetutamente violati da archeo-ladri, dei due splendidi santuari sannitici di Ercole a Campochiaro e di Mefitis a San Pietro di Cantoni di Sepino, entrambi posti sul versante molisano del Matese.

Non si può far finta di non sapere. Un furto fortunatamente sventato ci dà la possibilità di accendere la spia d’allarme perché nessuno sottovaluti il pericolo. Il Molise è terra isolata, questo l’ha preservata nei secoli dall’attivismo positivo e negativo di altre aree del paese, ben più ricche ed attrattive, ora però il mondo si sta drasticamente rimpicciolendo e globalizzando e perfino il Molise può diventare terra di predazione e di conquista.

Vogliamo lasciare che si diffonda il messaggio che questa è una terra dove chiunque possa venire, indisturbato, a cogliere preziosi tuberi da commercializzare come prodotti piemontesi, dove sversare rifiuti tossici, dove rubare reperti archeologici, dove istallare parchi eolici utili non a produrre energia ma solo a raccogliere proventi a vantaggio di società di dubbia legalità??

Pensiamoci e poi… corriamo ai ripari!

di Giovanna FALASCA

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