Testimoni di Civiltà

000003696Dal 23 gennaio al 28 febbraio 2018 sarà visitabile la mostra “Testimoni di Civiltà. L’art. 9 della Costituzione. La tutela del patrimonio culturale della Nazione” realizzata con il patrocinio della Camera dei Deputati, organizzata dal Comando del nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri, in collaborazione con il MiBACT, a cura di Daniela Porro, direttrice del Museo Nazionale Romano che durante il terremoto del 2016 era capo dell’unità di crisi del Mibact per il recupero delle opere d’arte coinvolte nel sisma del centro Italia.

È una delle iniziative organizzate per celebrare il settantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione italiana. Permette, infatti, di valorizzare il contenuto dell’articolo 9 della nostra Carta costituzionale che illustra uno dei principi fondamentali della repubblica italiana, raccomandando a tutti i cittadini di tutelare il patrimonio storico e artistico della Nazione.

In mostra sono esposte 14 meravigliose opere artistiche recuperate attraverso le varie attività del nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale:

per la prima volta esposto in Italia, il carro del principe sabino a decorazioni dorate, capolavoro trafugato negli anni ’70 dalla necropoli di Eretum città sabina nel Comune di Montelibretti, recentemente rimpatriato dalla Danimarca;

il noto gruppo scultoreo della “Triade Capitolina” rinvenuto negli anni ’90 nel corso di scavi clandestini;

il dipinto di Battistello Caracciolo “Compianto di Adamo ed Eva sul corpo di Abele” scomparso dal castello D’Ayala di Valva di Salerno, di proprietà del Sovrano Militare Ordine di Malta di cui s’era persa traccia;

la grande tela d’altare di Giovan Battista Tiepolo della chiesa di San Filippo Neri di Camerino, messo in sicurezza a seguito dei drammatici eventi sismici che si sono verificati in Italia nel 2016;

la raffinata scultura funeraria a bassorilievo, la cosiddetta “sposa del deserto” proveniente dall’area archeologica di Palmira, sequestrata nel 2011 insieme ad altri beni in casa di un collezionista di Asti e che presto -guerra permettendo- verrà restituita alla Siria;

i ritratti di Tiberio e Druso minore rubati insieme ad altri reperti in marmo durante la seconda guerra mondiale al Museo Civico di Sessa Aurunca e da lì trafugati in America;

la splendida scultura in marmo bianco di Carrara del XVI secolo di “San Giovanni Battista” attribuita a Gerolamo Santacroce, rubata nel 1977 a Napoli dalla chiesa di San Giovanni a Carbonara -dove ritornerà restaurata subito dopo la mostra- finita in Belgio acquistata da un antiquario di Bruxelles;

4 dei 12 corali miniati in pergamena rubati nel 1986 nel convento di Santa Maria in Aracoeli a Roma ritrovati presso il negozio di un rigattiere di Bollate che strappava alcuni fogli per farne paralumi e quadretti secondo le richieste dei clienti.

La mostra è inoltre l’occasione per presentare la storia del nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma ormai prossimo ai 50 anni di vita, una storia intensa, fatta di attività estremamente specializzate e diversificate: di indagine e di contrasto alle operazioni criminali per il recupero di opere sequestrate; di supporto al personale del Mibact per la messa in sicurezza del patrimonio culturale dopo eventi calamitosi; di “diplomazia culturale” per il rimpatrio di opere trafugate all’estero; di missioni internazionali in scenari di guerra e di terrorismo come quelle dei caschi blu della cultura; di formazione del personale specializzato in tale settore anche in altri paesi.

Informazioni

La mostra sarà aperta al pubblico, con ingresso libero, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 dal lunedì al venerdì, con entrata da piazza Montecitorio. Tel. 06-67601 e www.camera.it

 

di Giovanna FALASCA

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