Lettere di Theodor Mommsen agli italiani

77898Recentissima è la pubblicazione -nella collana “Studi e testi” della Biblioteca Apostolica Vaticana- di due volumi a cura Marco Buonocore, Direttore della Sezione Archivi della Biblioteca Apostolica Vaticana e Presidente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia.

Si tratta dell’edizione di un corposo epistolario intercorso tra Theodor Mommsen e varie personalità della ricerca storica che animarono, ciascuno con i propri interessi, il dibattito culturale della seconda metà dell’Ottocento italiano.

Le lettere sono suddivise in ordine cronologico con essenziali note di commento e dotate di supporti bibliografici e storici, sono inoltre riassunti anche i principali dati bio-bibliografici dei destinatari e di tutti quei nominativi citati da Mommsen nell’epistolario. Questo apparato e gli indici finali potranno rappresentare per i cultori uno strumento molto utile per ricostruire i viaggi e gli incontri di Mommsen in Italia e per contestualizzare così l’imponente messe delle occorrenze censite nelle oltre 1200 pagine del testo.

90909Precisamente si tratta di 883 lettere di Mommsen, indirizzate tra gli anni 1845-1903, recuperate dal Buonocore negli archivi di privati e di istituzioni pubbliche, sia in Italia che all’estero, che consentono al lettore di conoscere il famoso studioso tedesco sotto tanti punti di vista: dall’epistolario risalta la figura di Mommsen ovviamente come quella del cattedratico famoso, dell’insigne conoscitore del mondo antico, del perfetto esempio della concezione tedesca della scienza delle antichità, ma anche dell’uomo disponibile e cordiale, caratterizzato da una traboccante vitalità, una sconfinata brama di sapere e di comunicare, da un’eccezionale vastità di interessi, da una spontaneità mai artificiosa e da una capacità espositiva non comune, soprattutto pensando che egli scriveva in una lingua per lui pur sempre straniera, la sua prosa infatti spesso dimostra brio, un’ironia garbata e una dose anche di autoironia.

Lo scambio epistolare permette di comprendere bene l’atteggiamento mommseniano verso la cultura italiana della seconda metà dell’Ottocento e la riverente disponibilità degli italiani verso di lui. Molte delle lettere di Mommsen, infatti, sono risposte a problemi che gli venivano sottoposti, le cui conclusioni i mittenti non di rado avrebbero fatto proprie. In altre si evincono particolari assai interessanti relativi sia alla sua vita privata sia alla situazione storico-politica contingente. Tali lettere costituiscono un vero e proprio spaccato della società di alcune aree geografiche italiane; sono fonte preziosa per determinare con ricchezza di particolari del tutto inediti la storia culturale, il tessuto sociale e umano dell’Italia di pieno Ottocento; ci consentono di calarci con sensibilità e rispetto nelle pieghe della storia locale, dialogando con i fatti, antichi e recenti, e di modellare una scandita e precisa ricostruzione storica; ci prendono per mano, insomma, con la finalità di riannodare il filo della memoria, il filo continuo della nostra storia, una storia, è vero, ‘minore’, ma non per questo non meritevole di essere ricordata e studiata.

di Giovanna FALASCA

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