Pietrabbondante. Grazie a “Rock Samnium” è iniziata la campagna di scavo

Anche quest’anno ha preso avvio la consueta campagna di scavo archeologico nel sito del santuario pan-italico di Pietrabbondante (IS). Non è così scontato in tempi di crisi in cui, prima di altre, sono proprio le istituzioni culturali a patire gli effetti dei tagli economici che ne finanziano le attività. Così è stato anche per l’I.N.A.S.A. Istituto nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma che da anni, nella persona del Prof. Adriano La Regina, gestisce la ricerca in questo sito molisano così importante scientificamente e così suggestivo per l’imponenza delle sue strutture e per la loro scenografica collocazione.

I fondi necessari per dare avvio alla stagione di scavi 2016 quest’anno, infatti, molto semplicemente non c’erano. Ma non si poteva consentire che si interrompesse un cantiere di scavo e di ricerca di tale rilevanza, pertanto gli archeologi del gruppo di La Regina, con determinazione e ideazione, hanno organizzato una geniale campagna di raccolta fondi denominata Rock Samnium – scuoti il Sannio e, grazie a numerose iniziative messe in campo (un bellissimo video di divulgazione visitabile al link: https://www.youtube.com/watch?v=N5iBLXhtAPs; attività di pubblicità sui giornali nazionali e locali e sui social media; conferenze per la presentazione del progetto di ricerca; cene pubbliche, etc…), hanno raggiunto lo scopo: circa € 13.000 che hanno consentito anche quest’anno l’avvio dei lavori. Evidentemente il Sannio si è lasciato “scuotere” la coscienza e ha risposto positivamente. Il Comune di Pietrabbondante, inoltre, intuendo l’importanza scientifica e turistico-economica rappresentata dal sito archeologico, ha collaborato fornendo i locali e i fondi per accogliere gli archeologi che, ricordiamolo, lavorano per puro spirito di ricerca, in maniera del tutto volontaria e gratuita.

Responsabile delle attività di catalogazione dei reperti archeologici e coordinatrice dello studio dei materiali è Daniela Fardella; responsabile dello scavo archeologico e dell’intera logistica di cantiere è Palma D’Amico, rispettivamente dottore di ricerca e archeologo specializzato dell’Università La Sapienza di Roma che da anni affiancano il Prof. La Regina in questa avventura. Lo scavo, iniziato il 18 luglio e aperto fino al 16 settembre, vedrà in azione sul campo molti archeologi, circa 35, sia studenti che laureati, divisi in 3 turni, senza l’ausilio di operai, per ovvi motivi economici.

Un bel gruppo di lavoro che quest’anno si concentrerà su più saggi di scavo aperti in zone distinte, necessari per chiarire alcuni aspetti emersi già durante gli anni scorsi, in particolare in relazione al cosiddetto tempio L indagato a partire dal 2011, al vicino edificio porticato di servizio del suddetto tempio e, probabilmente, anche nell’area a monte del tempio A.

Oltre allo scavo stratigrafico, continuano i lavori di documentazione e studio dei materiali e sono state avviate anche le analisi scientifiche sulla composizione delle malte architettoniche, sulle terrecotte del vario repertorio vascolare e coroplastico, sui resti organici con il metodo del 14C (radiocarbonio) per la loro datazione.

È inoltre in corso di realizzazione anche il corposo testo di pubblicazione degli esiti delle ricerche degli ultimi anni fino al 2015, di prossima uscita. Purtroppo non si è potuto dare inizio all’attività didattica, sempre svolta negli scorsi anni, rivolta agli archeologi che arrivano a Pietrabbondante da molteplici università italiane ed estere per fare un’esperienza formativa e lavorativa tra le più qualificanti.

Nel frattempo continuano i lavori di restauro delle strutture antiche, sia quelle in vista da sempre come le tabernae presso il tempio A, il teatro ed il tempio B che necessitano di manutenzione, sia quelle di recente scavo e che non sono ancora state aperte al pubblico, come l’imponente domus publica.

Per far si che lo scavo consentito dalla raccolta fondi non si interrompa e abbia la possibilità anzi di proseguire anche nei prossimi anni, c’è ancora bisogno di un supporto da parte di chiunque sia sensibile alla sua importanza. E’ possibile contribuire alla causa -unica in Italia- facendo una donazione tramite bonifico bancario di cui diamo di seguito gli estremi:

IBAN IT23 C030 6905 0200 0529 7850 135

SWIFT BCI TIT MM

intestato a: Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte

presso Banca Intesa, Via del Corso 226, 00186 Roma

con la causale: donazione “Rock Samnium”.

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di Giovanna FALASCA

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