Argonauti, Celti, Salassi….

Da giugno sarà visitabile ad Aosta un parco archeologico molto speciale, realizzato in piena città con un’estensione di circa un ettaro, per conservare un sito databile dal Tardo Neolitico alla fine dell’età del Bronzo, di eccezionale importanza scientifica per la più antica storia del popolamento preistorico europeo.

Risale al 1969 il primo ritrovamento fortuito -le ruspe stavano scavando le fondamenta di alcuni condominii- di una lastra megalitica antropomorfa vicino alla chiesa romanica di Saint-Martin-de-Corléans, sorta -a sua volta- sui resti di necropoli romane e galliche. Si trattava di una stele databile a circa 5000 anni fa, da allora ne sono state ritrovate circa una quarantina, inserite in un contesto archeologico molto complesso in cui su un’area sacra in cui è documentata la pratica dell’aratura rituale con la semina dei denti, e che conserva un viale monumentale delimitato dall’allineamento delle stele antropomorfe megalitiche, si è poi installata una successiva necropoli, caratterizzata dalla presenza di tombe gigantesche -di cui una ha la forma di prua di nave- e di un sistema di 24 pali lignei perfettamente allineati con le stelle.

Tale insediamento è probabilmente riferibile a popolazioni dell’Europa orientale che, partite dall’area del Mar Nero, si sono diffuse a ventaglio sia verso est che verso ovest, alla ricerca di metalli, sfruttando le vie acquatiche dei grandi fiumi europei, il Danubio, il Reno, il Rodano, insinuandosi poi anche nelle valli alpine italiane attraverso -e questo è il caso del sito di Saint-Martin-de-Corléans- la Dora Baltea. Qualche studioso, per spiegare le origini di questo sito, ha “scomodato” gli Argonauti, altri fanno più prosaicamente riferimento a civiltà, diffuse anche in questo territorio, per cui è già documentato l’uso di strutture megalitiche come Celti e, in particolare, i Salassi.

Il progetto del parco archeologico ha cercato di raggiungere un equilibrio armonico tra le esigenze di studio e di valorizzazione archeologica e la collocazione urbana che non si voleva sigillare, limitare, vincolare: ne è risultato uno spazio urbano complesso, legato alla memoria, alla storia, ma anche all’attualità, legato anche architettonicamente con le radici della città. Per conservare queste testimonianze poste a 4-5 m. sotto il livello moderno, il progetto infatti ha previsto un grande tetto di copertura unico e un piano, interamente percorribile e accessibile con passerelle rialzate, disegnato in modo tale da diventare una grande piazza fruibile come parco pubblico, dotata di un museo, una libreria, sale civiche a servizio del quartiere, negozi e un bar-ristorante.

Aspettando la sua prossima inaugurazione, sabato 26 febbraio 2016 alle 17.00 si terrà nella Biblioteca regionale di Aosta una conferenza, realizzata dall’Assessorato all’Istruzione e Cultura in collaborazione con il FAI, primo di vari appuntamenti culturali e promozionali organizzati in vista dellapertura al pubblico del parco archeologico. Oltre alla presentazione dei lavori per la realizzazione della nuova struttura e all’illustrazione dei principi museologici che hanno guidato le scelte di allestimento, si presenteranno gli studi aggiornati sul sito.

di Giovanna FALASCA

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