“Evoluzione” del Creazionismo

15 anni fa Michael Behe propose sulla rivista Boston Review la sua teoria della “complessità irriducibile” poi presentata con maggiori dettagli ed esempi nel suo famosissimo saggio dal titolo Black Box di Darwin. Quanto esposto da M. Behe è divenuto poi, con la collaborazione del filosofo e matematico William Dembsky, uno dei punti fondamentali per la teoria del “disegno intelligente” (ne fu ispiratore Philip Johnson, professore di legge, con il volume Darwin on trial, del 1991). La “complessità irriducibile” si basa sulla teoria secondo la quale certe strutture biologiche sarebbero così sofisticate da non poter essere spiegate da un processo evolutivo, ci sarebbe la “mano” di Dio. La teoria dell’evoluzione di Darwin, dunque, non spiegherebbe i sistemi con “complessità irriducibile” che necessitano di progettazione. La definizione di M. Behe relativa alla “complessità irriducibile” è questa: “Un singolo sistema composto da diverse parti interagenti che contribuiscono alla funzione di base, e per il quale la rimozione di una qualunque delle parti causerebbe la cessazione del funzionamento del sistema”. Anche W. Dembsky ha presentato una definizione precisa: “Un sistema che esegue una data funzionalità di base è a complessità irriducibile se comprende un insieme di parti ben assemblate, mutuamente interagenti, non arbitrariamente individuate tali che ciascuna di queste parti sia indispensabile a mantenere la funzionalità di base, e dunque originale, del sistema. Un insieme di queste parti indispensabili è noto come nucleo irriducibile del sistema”. Per descrivere la “complessità irriducibile” i due scienziati si servono dell’esempio  della trappola per topi composta da 5 elementi: una tavoletta di legno, una piccola tagliola, una molla, una bacchetta metallica e un pezzo di formaggio per esca. La trappola per topi è molto semplice ma non ha nessun tipo di funzionalità se uno dei 5 elementi non è presente. La trappola non si potrebbe mai sviluppare a poco a poco; altri esempi rintracciabili in natura proposti da M. Behe sono la coagulazione del sangue, il sistema immunitario e il flagellum.

Dalla pubblicazione dell’opera di M. Behe ad oggi, la comunità scientifica internazionale ha più volte affermato che il disegno intelligente, e altre posizioni sull’intervento di forze soprannaturali nell’origine della vita, non sono scienza; Richard Dawkins nell’Illusione di Dio scrive: “I creazionisti fanno colmare le lacune a Dio. Mettersi subito a proclamare a gran voce che si è davanti a una “complessità irriducibile” significa non avere immaginazione… Chi, dopo essersi stupito di un fenomeno naturale, salta subito alla conclusione che dev’essere un fenomeno soprannaturale, non è meglio di quelli sciocchi che dopo avere visto un illusionista piegare un cucchiaio concludono che è un fenomeno paranormale…”.

Eppure, se nessuno (o quasi) in Europa pensa che l’uomo sia nato da un pugno di creta e la donna da una costola di Adamo, negli Stati Uniti l’ultimo sondaggio Gallup del giugno scorso rivela che il 46% degli americani crede nella creazione come origine del mondo, percentuale di poco mutata rispetto agli anni Ottanta, nonostante i progressi scientifici. I fondamentalisti protestanti della destra repubblicana finanziano ricerche che aggiungano evidenze oggettive alla teoria del “disegno intelligente”, mentre negli Stati del sud si assiste a tentativi di introdurre l’insegnamento del creazionismo nelle scuole (bloccati dalla magistratura perché in collisione con il primo emendamento della Costituzione americana che vieta il sostegno dello Stato alle religioni). Succede solo in America? Forse. Ma ci sono prove di un “contagio” europeo: nel 2004 l’allora ministro della Pubblica Istruzione Letizia Moratti cancellò l’insegnamento dell’evoluzione dai programmi scolastici per poi reintrodurlo nell’autunno del 2005 dopo le proteste degli scienziati. Nonostante l’iniziativa del nostro Ministro, il 4 ottobre 2007 con una specifica Risoluzione corredata da una Nota esplicativa, i parlamentari dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno invitato i loro governi a “opporsi fermamente” all’insegnamento nelle scuole del creazionismo come disciplina scientifica (anche se tre parlamentari italiani su quattro hanno votato contro la risoluzione!).

di Sandra GUGLIELMI

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